martedì 13 dicembre 2011

I Viglili del Fuoco.

1) I Vigili del Fuoco sono presenti 24 su 24 in tutto l'arco dell'anno per soccorrere i cittadini in caso di bisogno ;
2) In Italia sono la punta di diamante della PROTEZIONE CIVILE ;
3)Complessivamente in Italia i Vigili del Fuoco sono circa 3000, tutti attualmente specializzati ;
4)Essi sono stati  riuniti nel 1939 in un Corpo Nazionale per svolgere un comando uguale per tutti .

Come fare se ci troviamo all'interno di un edificio in caso di terremoto :
-aprire subito la porta per impedire che si blocchi ;
-mettersi al sicuro ad esempio attaccandosi ad un muro maestro ;
-allontanarsi da tutto quello che potrebbe caderci addosso e dalle finestre (o vetrate) ;
-dopo la scossa non bisogna scappare usando scale o ascensori perchè potrebbero essere rimasti danneggiati.

Come fare se ci troviamo all'aperto in caso di terremoto:
-prestare attenzioni a non sostare o passare sotto balconi, grondaie, ecc. perchè potrebbe cadere e ferirci e, se non trovi qualche riparo proteggerci la testa con le braccia ;
-se ti trovi in macchina ci puoi restare perchè ti proteggi la testa però devi fare attenzione a dove la parcheggi;
-se sei in spiaggia vattene perchè si potrebbe creare uno Tsunami.

Principali pericoli dopo un terremoto:
-incendi ;
-fughe di gas ;
-il deterioramento delle condizioni igienico-sanitarie.
Erika & Anna

Catastrofi naturali.

Il terremoto.
Il terremoto è un movimento improvviso della Terra. La Terra si muove millimetro per millimetro oggi anno e quindi, tra miliardi di anni l'Italia sarà accartocciata con altri continenti.
Le placche sono in continuo movimento reciproco e, ne esistono tanti tipi di margine di placca:
-Margine convergente (faglie inverse e trascorrenti;
-Margine divergente (faglie normali o dirette);
-Margine trasforma (faglie trasformi).
Neanche nei deserti il rischio dei terremoti è zero, possono avvenire anche lì.
Da cosa è causato un terremoto?
Il terremoto è causato da un improvviso scorrimento lungo una faglia.
Come si genera un terremoto?
Un terremoto si genere quando le rocce della crosta terrestre non riescono più a sopportare gli sforzi e così si rompono .
Come si registrano i terremoti?
I terremoti si registrano con il sismometro, uno strumento che misura l'ampiezza del fenomeno. La stazione sismica deve essere collocata in un posto "Sismologicamente Quieto" e inoltre, deve essere lontano da impanti industriali, città, autostrade, grandi fiumi, dighe, foreste d'alto fusto e coste. I segnali acquisiti dalla stazione sismica vengono trasmessi in tempo reale.

Gli Tsunami.
Lo tsunami è un onda anomala alta più di 8 metri che avviene negli oceani.
Principalmente dentro la fascia circumpacifica avvengono i:
-Magnitudo (energia che viene sprigionata);
-Intensità (valutazione della forza dello scuotimento).
Erika & Anna.

sabato 3 dicembre 2011

Farmaci.





- Si, ci posso esserci cause di stanchezza in mancanza di vitamine. 
- No, perchè sono di solito sono bugie.
- Voglio persuaderci perchè così facendo pubblicità al farmaco, la gente lo va a comprare e di conseguenza loro fanno soldi.
- No, non ci crediamo.



- No, non ha bisogno delle compresse.
- A volte capita perchè alcune persone sono stressate e non pensano nemmeno a che cosa stanno prendendo.
- Dovrebbe dire ai bambini di tranquillizarsi, fare meno confusione.


- No, non è giusto!
- Dovrebbe aspettare un pò di giorni per vedere se passa da solo e, se non ti passa devi andare dal dottore.
- Certe persone hanno paura di chiedere al medico che cos'hanno perchè sono imbarazzate
- Potrebbero andare male perchè da una semplice influenza potrebbe diventare una cosa grave se si trascura.



- No, le medicine non aiutano anzi alcune volte fanno l'effetto contrario.
- Potrebbe andare da un nutrizionista e seguire una alimentazione adeguata o andare in palestra, a correre, sono cose più salutari.
Erika & Anna

domenica 27 novembre 2011

Castelnuovo Magra

Castelnuovo Magra covers the last part of the alluvial plain of the river Magra, in that part of the province of La Spezia not far from the border of Tuscany; surrounded by a natural hill side setting, it looks at the Ligurian sea. The town of Castelnuovo is characterized by the continuous line of the village, bounded on one side by from the tower of the Bishop's Palace and on the other from the bell tower of the church of Santa Maria Maddalena. Political and religious capital for more than a century of the ancient dominion of the Bishop of Luni, Castelnuovo Magra preserves the magnificent ruins of the castle of the bishops dating back to the thirteen century and which can be viewed at the bottom of the square Querciola. In the castle, October 6, 1306, Dante Alighieri  signed a famous peace with the Bishop of Luni and the powerful Count Malaspina of Lunigiana, the peace that endes one hundred years of hostility and war.
The territory is crossed by the Pilgrins' Way. The  Pilgrins' Way an a historical itinerary, crossed by thousands of pilgrims on their way from Canterbury to Rome.
The typical dishes in Castelnuovo.
Castelnuovo local food is tied to the land. Grain products, vegetables, meat of poultry, are the ingredients bases, together with extra virgin olive oil produced by ancient plants. In the production of salami, mortadella and sausages as well as our own, stands out the Prosciutta. In the first courses there are the varieties of fresh pasta, stuffed and simple, also used in vegetables soups. There are pies with zucchini or artichockes. The desserts, such as rice cakes and chestnuts recipes are very old but still present in every home and restaurant.
Wines.
Castelnuovo Magra's hills are covered with vineyards and olive groves. For the climate is one of the first most important crops introduced in these lands , but not less important is in Castelnuovo the cultivation of the vine.
Erika 

martedì 15 novembre 2011

I mangiatori di patate, Van Gogh.

Questo quadro, dipinto nel 1885, rappresenta il punto di arrivo della prima fase pittorica di Van Gogh. È il periodo che coincide con la sua vocazione religiosa. Aveva iniziato in Inghilterra, predicando accanto ad un pastore metodista di nome Jones. Nel 1877 ritornò a Etten, il villaggio in cui abitavano i genitori. Il padre, anch’egli pastore, volle favorire la sua vocazione e lo mandò ad Amsterdam per iscriversi alla facoltà di teologia, ma Van Gogh non superò gli esami di ammissione. Iniziò così a predicare, pur non avendone titoli ufficiali. L’anno dopo si recò a Borinage, centro minerario belga, dove visse a stretto contatto con i minatori. Matura in questo periodo il suo amore per i poveri, i derelitti, le persone sfortunate.
E questo suo legame affettivo con i poveri lo ritroviamo soprattutto in questo quadro, che egli dipinse a Nuenen, dopo altri burrascosi anni in cui egli viaggiò in Francia, in Belgio, e dopo la sua convivenza a L’Aja con Sien. Quando lasciò la donna decise di andare in campagna. Iniziò così ad interessarsi ai contadini. In difficoltà finanziarie, si recò a Nuenen dove il padre si era trasferito per i suoi impegni di pastore. Qui, Van Gogh, invece di andare a vivere con la famiglia, prese in affitto due stanze: in una abitava, nell’altra dipingeva.
A «I mangiatori di patate» lavorò molti mesi, eseguendone più versioni. In questo quadro sono già evidenti i caratteri stilistici che rendono immediatamente riconoscibile la sua pittura. Vi è soprattutto il tratto di pennello doppio che plasma le figure dando loro un aspetto di deformazione molle.
In questo quadro sono più evidenti le influenze della grande pittura fiamminga del Seicento. Sia per la scelta di rappresentare la scena in un interno, sia per la luce debole che illumina solo parzialmente la stanza e il gruppo di persone sedute intorno al tavolo.
Il soggetto del quadro è di immediata evidenza. In una povera casa, un gruppo di contadini sta consumando un misero pasto a base di patate. Sono cinque persone: una bambina di spalle, un uomo di profilo, di fronte una giovane donna e un altro uomo con una tazzina in mano, e una donna anziana che sta versando del caffè in alcune tazze. Hanno pose ed espressioni serie e composte. Esprimono una dignità che li riscatta dalla condizione di miseria in cui vivono.
Nel quadro predominano i colori scuri e brunastri. Tra di essi Van Gogh inserisce delle pennellate gialle e bianco-azzurrine, quali riflessi della poca luce che rende possibile la visione. Da notare l’alone biancastro che avvolge la figura della ragazzina di spalle e che crea un suggestivo effetto di controluce.
In questo quadro c’è una evidente partecipazione affettiva di Van Gogh alle condizioni di vita delle persone raffigurate. La serietà con cui stanno consumando il pasto dà una nota quasi religiosa alla scena. È un rito, che essi stanno svolgendo, che attinge ai più profondi valori umani. I valori del lavoro, della famiglia, delle cose semplici ma vere.
Non è un’opera di denuncia sociale, o di esaltazione della nobiltà del lavoro dei campi. Questo quadro di Van Gogh esprime solo la sua profonda solidarietà con i lavoratori dei campi che consumano i cibi che essi stessi hanno ottenuto dalla terra.
Erika & Anna

Rembrandt

Rembrandt era un figlio di un mugnaio di Leida.
Pittore indipendente nel 1625, si trasferì ad Amsterdam nel 1631 ottenendo subito grande successo, modificando l'iniziale ispirazione caravaggesca per i violenti effetti di luce, in uno stile personale, in cui la ricerca delle emozioni si abbinava ai chiaroscuri avvolgenti e misterosamente evocativi.Per più di un decennio Rembrandt ebbe importanti commissioni che gli consentirono di raccogliere una grande collezione d'arte.
La ronda di notte, terminato nel 1642, anno della morte della moglie Saskia è una svolta nella vita del pittore, che vedeva terminare un periodo di spensieratezza e di felicità. Dopo la scomparsa della moglie e di tre figli, nel giro di pochi anni, inizia la sua parabola discendente. Ebbe una relazione tumultuosa con Geertje Dirckx con cui litigò facendola condannare (grazie ad alcuni testimoni corrotti), per poi rimpiazzarla con la governante-amante ventiduenne Hendrickje Stoffels.
Rembrandt non sposò Hendrickje a causa di una clausola nelle volontà di Saskia, ma questa situazione causò un'umiliazione pubblica per la ragazza: quando rimase incinta nel 1654 venne chiamata davanti a un concilio della Chiesa riformata olandese e censurata per aver "vissuto con Rembrandt come una puttana".
Verso il 1656 il pittore fu costretto a svendere tutta la sua preziosa collezione. Sempre più povero e dimenticato, visse in solitudine gli ultimi anni della sua vita, senza abbandonare la pittura e producendo ancora numerosi capolavori. Morì il 4 ottobre 1669, a 63 anni.
Quattro giorni dopo venne sepolto nella Westerkerk di Amsterdam. Nei registri della chiesa è annotato:
"8 settembre 1669, Rembrandt van Rijn, pittore, domiciliato nel Rozengracht di fronte al Doolhof, bara da sedici portatori; lascia due bambine. Incassati 20 fiorini".

Le due bambine erano la nipote (figlia di Tito, avuto con la moglie Saskia) e Cornelia, la figlia illegittima avuta da Hendrickie.
La ronda di notte.
La ronda di notte è il titolo con cui è conosciuto uno dei lavori più famosi dal pittore olandese, ma deriva da un equivoco a causa del degrado della superficie del dipinto. In orgine, infatti, è stata dipinta una scena alla luce del giorno. 
Il dipinto è famoso per tre elementi: le sue grandi dimensioni , l'uso efficace di luce e ombra, e la percezione del movimento in quello che tradizionalmente sarebbe stato uno statico ritratto militare di gruppo.
Rembrandt ha rappresentato il momento esatto in cui il capitano della compagnia da l'ordine, ai suoi uomini ancora sparpagliati, di inquadrarsi per la marcia. Questa tensione di passaggio tra la staticità e il movimento conferisce all'immagine un particolare vigore. Poi ci sono gli effetti brillanti del chiaroscuro, con una luce quasi mistica che enfatizza notevolmente la figura della ragazza in giallo, l'architettura quasi nascosta, il modo in cui le lance e gli stendardi chiudono la scena nella parte superiore (molto più apprezzabili se la pittura non fosse stata tagliata), il modo veloce e spontaneo in cui i volti sono dipinti: tutto sommato, un lavoro fondamentale per la storia della pittura occidentale.
Erika & Anna 

sabato 12 novembre 2011

Astronomia!

Stelle.
Osservando il cielo le stelle appaiono come migliaia di puntini luminosi, diversi per intensità, colore e dimensione. Sin dai tempi antichi infatti, nonostante esse occupino zone contigue del cielo solo per effetto prospettico, essendo distanti fra loro a volte per migliaia di anni luce, è stato possibile raggruppare le stelle più luminose in modo da formare quelle figure a cui si è dato il nome di costellazioni. Esse si muovono , ma in maniera talmente lenta che per notare degli spostamenti bisognerebbe attendere millenni. Questo perchè, a differenza dei pianeti, esse si trovano ad una distanza talmente grande da rendere l'angolo che deriva dallo spostamento quasi impercettibile.


Costellazioni.
L'osservazione celeste non sarebbe cosa agevole senza l'adozione di un sistema che permetta di discernere agevolmente una zona dall'altra. Unendo infatti le stelle più luminose con delle linee immaginarie, è possibile individuare determinati settori del cielo allo stesso modo di come è già stato fatto dagli antichi astronomi, i quali erano soliti intepretare questi allineamenti come raffigurazioni di miti, personaggi, eroi e leggende della loro vita quotidiana.


Galassie.
Le galassie sono enormi insiemi di stelle e di gigantesche nubi di gas e polvere. Esse sono i "mattoni" che compongono l'Universo, il quale ne contiene miliardi. 
Una galassia costituisce anch'essa, in piccolo, un vero e proprio universo a sé stante: è un sistema autogravitante, che generalmente si evolve separatamente dalle altre galassie. In realtà, spesso due o più galassie vicine interagiscono fra loro, si avvicinano deformandosi a causa della reciproca attrazione gravitazionale, o addirittura si scontrano dando luogo a fenomeni violenti.


Universo.
Nel corso della storia diversi filosofi si sono posti il problema dell'origine e dell'evoluzione dell'universo, fornendo quasi sempre come soluzione, quella dell'esistenza di una entità infinita ed incommensurabile, spesso identificata con la nostra stessa galassia.


Erika